IL PIANO: La Tour Paris 13 – L’eccellenza della street art italiana conquista Parigi

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Il progetto che verrà inaugurato il 1° ottobre a Parigi sarà un’opera di inestimabile valore artistico-culturale. L’ambiziosissimo progetto curato da La Gallerie Itinerrance è quello di trasformare in un museo temporaneo della street art un edificio abbandonato di nove piani, situato in uno dei quartieri più dinamici della capitale francese, tra la Biblioteque Nationale de France e la nuova Cité de la Mode et du Design. Per fare ciò sono stati coinvolti circa 100 artisti provenienti da tutto il mondo, di cui 15 italiani selezionati dall’agenzia Le Grand Jeu, ai quali è stato riservato un piano intero del palazzo: a rappresentare l’eccellenza e la qualità dell’arte di strada del nostro paese saranno quindi 108, Agostino Iacurci, Awer, Dado, Etnik, Hogre, Hopnn, JBRock, Joys, Moneyless, MP5, Orticanoodles, Peeta, Senso e Tellas. La street art italiana, insieme a quella portoghese, sarà quella più rappresentata all’interno del palazzo per numero di artisti coinvolti. Il merito di questo successo è attibuito agli street artist italiani ed alla loro reputazione di livello internazionale che si sono costruiti negli anni lavorando in paesi diversi.

108

108, all’anagrafe Guido Bisagni, classe 1978, originario di Alessandria, è attivo da parecchi anni nel campo della street art e dell’arte contemporanea. Le sue figure enormi, astratte e simbolicamente evocative, sono state protagoniste in numerose città italiane, europee e americane. Nel 2007 hanno animato anche un progetto intitolato «Walls» all’interno della Biennale di Venezia.

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Agostino Iacurci

Agostino è nato nel 1986 a Foggia, ma attualmente vive e lavora tra Roma e Norimberga. È famoso a livello internazionale per i suoi enormi murales dai colori accesi realizzati in spazi pubblici, come quello di 300 metri alla Saba School in Algeria e quello nel cortile di massima sicurezza del carcere di Rebibbia, fatto in cooperazione con gli stessi detenuti. Espone in tutto il mondo:Stati Uniti, Russia, Corea, Taiwan, Giappone.

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Awer

Nasce nel 1986 a Polignano a Mare, cittadina costiera vicino Bari. Dall’età di 14 anni abbellisce con i suoi graffiti le mura di palazzi praticamente in tutta Italia : robot, creature oniriche, mostri surreali che rivoluzionano il contesto quotidiano e risvegliano i passanti dalle loro sedative routine. Oggi vive e lavora tra Roma e Berlino ed espone a livello internazionale, da Milano a Los Angeles.

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Dado

Dado è Alessandro Ferri, classe 1975, originario di Bologna. L’originalità del suo lavoro affonda le radici nel lettering, tecnica base del writer, che si raffina sempre di più fino a diventare una disciplina a se, con influssi dal design grafico e perfino dalla grafologia. Attualmente collabora con le amministrazioni di varie città e tiene seminari sulla decorazione urbana, ma anche su interior ed exterior design, progettazione grafica e scultura. Si contraddistingue per il suo approccio teorico al writing, che lo ha portato a lavorare spesso anche in ambito accademico.

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Etnik

Etnik arriva dalla Svezia, ma ha scelto la Toscana, specificamente Pisa e Firenze, come luogo in cui studiare e lavorare. Al pari di altri street artist anche lui è partito da un’elaborazione sempre più personale del lettering, maturata poi nella produzione di grandi murali, ma anche istallazioni e sculture. Etnik espone, sperimenta, insegna e inoltre collabora con realtà municipali: restyling di stazioni ferroviarie, decorazioni di edifici pubblici e per eventi ufficiali, interventi di rinnovo e rivalorizzazione urbana.

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Hogre

Tutto comincia quando Hogre vince un concorso con un’illustrazione che rappresenta un «prato dal punto di vista di un insetto ». Nel 2006, con un gruppo di amici, disegna nasi rossi su tutti i manifesti elettorali di Silvio Berlusconi. Da quel momento porta la sua acuta e disincantata formula artistica in ogni lavoro, s’interessa a un pensiero laterale che vede il disordine come sistema alternativo all’ordine. Le sue opere compaiono nelle strade di numerose città europee. Attualmente è impegnato nella lotta per il diritto alla casa a Roma e collabora con JBRock. Il suo sito è un progetto sperimentale dell’architetto e programmatore Carlo Prati.

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Hopnn

Yuri Romagnoli (Chiaravalle, Ancona, 1981) sceglie di firmare i suoi lavori come Hopnn, dalla traslitterazione in cirillico del suo nome di battesimo. È diplomato in pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Il suo è un nome ormai famoso nel mondo del graffitismo contemporaneo, la sua forma d’arte d’elezione. Collabora alla rivista «Il Piatto», dove pubblica illustrazioni e tavole di matrice fumettistica.

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JBRock

JBRock è un writer romano nato nel 1979. La sua arte è un misto potente di ispirazione, passione e militanza, costruita a partire dagli studi artistici puri e nutrita di figurativismo post-pop, con radici in tutta la cultura e la tradizione pittorica del ventesimo secolo. Dal 2003 espone regolarmente e le sue opere possono essere trovate in numerosi cataloghi.

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Joys

Joys arriva da Padova, dove è nato nel 1974 e dove lavora e vive. Ha cominciato a lasciare il suo nome sui muri della città e da allora non ha mai smesso, trasformando questo atto in una tecnica sempre più raffinata, fino al punto di trasformare la sua
tag in un’opera in continua evoluzione, che si espande e potenzia l’ambiente scelto come cornice, dandogli nuovo valore. Nel 2007 ha partecipato all’evento «Street Art Sweet Art», patrocinato dal Comune di Milano, finalizzato al riconoscimento della street art come arte vera e propria. Le sue sculture, ultima frontiera della sua ricerca artistica, sono ospitate in mostre di caratura internazionale.

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Moneyless

Dalla Milano natale alla Toscana, scelta come cornice di vita e di lavoro. Il tratto di Moneyless, classe 1980, ha conosciuto un’evoluzione particolare, passando dal writing e dal graffitismo più tradizionali a un lavoro in cui geometrie astratte e forme essenziali catturano lo sguardo e lo rapiscono. I suoi lavori, dotati di un riconoscibile appeal grafico che lo ha reso famoso a livello internazionale, sono oggi esposti tanto in musei e gallerie quanto in posti abbandonati.

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MP5

Il lavoro di questa artista è fortemente connotato sia stilisticamente che socialmente. Le sue opere, spesso caratterizzate da un luminoso e dominante bianco e nero, usano questo contrasto cromatico per parlare di un mondo animato da altrettanto forti contrasti politici, che fungano da richiamo per lo spettatore e inneschino in lui un risveglio di coscienza sociale per portarlo a riflettere sulle contraddizioni della contemporaneità. MP5 disegna da anni anche per fumetti, poster di protesta politica, illustrazioni per concerti e festival teatrali, così come sui muri nelle città di tutta Europa.

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Orticanoodles

Orticanoodles è lo pseudonimo usato da un affiatato duo di street artist, Wally e Anita, il cui laboratorio è situato nel quartiere di Ortica, a Milano. Entrambi specializzati nello stencil, sono partiti da disegni e poster realizzati a mano e poi hanno trasformato il loro stile in una vera e propria forma di «urban guerrilla» nelle strade, facendosi conoscere gradualmente sia in Italia che all’estero. I loro lavori mescolano iconicità pop rielaborate in un contesto di forte critica sociale.

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Peeta

L’arte di Peeta, vero nome Manuel Di Rita, trae origine e ispirazione dalla tag con cui si firma. Le lettere del suo moniker sono oggetto di una continua ricerca e rielaborazione, fino ad aver perso la loro originale funzione semantica per esplorare nuove forme figurative astratte, caratterizzate da uno stile tridimensionale, fatto di incastri e forme sinuose che esplodono riempiendo lo spazio dei muri. L’effetto estetico prodotto da Peeta, che vive a Venezia, è apprezzato dagli street artist in Italia, in Europa e in America.

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Senso

Alessandra Odoni (Bergamo 1977) ha scelto Senso come nome d’arte, e di arte si occupa da sempre, sin da quando si è diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Brera, a Milano. Il suo lavoro si basa sull’incrocio di tecniche differenti e sulla scelta di luoghi abbandonati o non urbani come cornice di rappresentazione. Unisce a uno stile derivato dall’estetica manga l’uso di materiali eterogenei ricavati dall’ambiente, come cartone, carta o altro.

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Tellas

Tellas è nato a Cagliari, ma è approdato a Bologna dove ha studiato arti visuali all’Accademia delle Belle Arti. Il suo approccio esibisce un ripensamento in chiave astratta di elementi naturali attraverso l’uso di molteplici stili, tra cui il murale, la riproduzione di immagini per mezzo di differenti tecniche di stampa e l’installazione con oggetti ibridi presi dalla vita quotidiana. Le sue opere si possono ammirare in moltissime città europee e collabora spesso con altri street artist di fama internazionale.

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