Eels – Electro-Shock Blues (1998)

Proponiamo oggi un album del 1998: “Electro-Shock Blues”, il secondo album degli Eels.

Nonostante non abbia avuto molto successo commerciale, come del resto gli altri lavori della band, questo album è considerato il più importante e meglio riuscito degli Eels e un disco da inserire nelle pietre miliari della musica.

Il lavoro è uno sconvolgente atto d’amore di Mr.E (Mark Everett), che nasce principalmente dopo la morte della sorella suicida, e della madre del front-man, morta di malattia.

“Electro-Shock Blues” diventa l’occasione per esternare, ed esplorare, il rapporto con delle persone tanto vicine a Mark per quanto concerne i vincoli di sangue, ma effettivamente, estranee. Questo perché con i propri parenti egli ebbe sempre un rapporto tormentato dovuto anche ai gravi disturbi spichici della sorella, alla malattia della madre e al fatto che il padre, con cui comunque non si trovava molto, morì quando aveva solamente diciannove anni.

Sebbene gran parte dell’album sia tetro, c’è un tema ricorrente di affrontare, imparare a trattare con la perdita, e continuare a vivere.

 La registrazione comincia con “Elizabeth on the Bathroom Floor”, una canzone piuttosto breve, composta da una trascrizione dal diario della sorella deceduta. Mr. E ci introduce di canzone in canzone, come se procedessimo tra i capitoli del suo personalissimo libro di memorie, in un mondo tristissimo e crudelmente reale.

Climbing Up to the Moon”, che parla dell’esperienza di Everett nel visitare sua sorella ad un centro di salute mentale poco prima della sua morte e “Dead of Winter”, una canzone riguardo al doloroso trattamento di radioterapia di sua madre e la sua lenta morte.

Raramente si è sentito cantare la morte con tanta inventiva, passione, lucidità, e di certo nulla nella pur onorevole opera successiva degli Eels raggiungerà le vette qualitative di questo secondo album.

Al momento della registrazione dell’album, gli unici membri ufficiali degli Eels erano lo stesso E ed il batterista Butch Norton, mentre Tommy Walter aveva lasciato la band. Gli ospiti presenti durante la registrazione dell’album furono T-Bone Burnett, Lisa Germano, Grant Lee Phillips, e Jon Brion.

Tracce:

  1. Elizabeth on the Bathroom Floor (Mark Everett) – 2:08
  2. Going to Your Funeral, Pt. 1 (Mark Everett/Jim Jacobsen/Parthenon Huxley) – 2:37
  3. Cancer for the Cure (Mark Everett/Mickey Petralia) – 4:46
  4. My Descent Into Madness (Mark Everett/Michael Simpson/Dan Houston/Dan Nakamora) – 3:54
  5. 3 Speed (Mark Everett) – 2:45
  6. Hospital Food (Mark Everett/Jim Lang/Butch Norton) – 3:23
  7. Electro-Shock Blues (Mark Everett/Mickey Petralia) – 2:29
  8. Efils’ God (Mark Everett/Michael Simpson) – 3:19
  9. Going to Your Funeral, Pt. 2 (Mark Everett/Jim Jacobsen) – 1:30
  10. Last Stop: This Town (Mark Everett/Michael Simpson) – 3:27
  11. Baby Genius (Mark Everett/Jim Lang) – 2:04
  12. Climbing to the Moon (Mark Everett) – 3:38
  13. Ant Farm (Mark Everett) – 2:11
  14. Dead of Winter (Mark Everett) – 2:59
  15. The Medication Is Wearing Off (Mark Everett/Mickey Petralia) – 3:51
  16. P.S. You Rock My World (Mark Everett) – 3:08
Comments
One Response to “Eels – Electro-Shock Blues (1998)”
  1. icittadiniprimaditutto scrive:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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