Guida ad una perfetta Guerrilla Gardening

Avevamo già parlato del Guerrilla Gardening. Adesso vi proponiamo una loro guida per eseguire al meglio un attacco sovversivo!

“A voi, futuri e volenterosi green gardeners, ho deciso quindi di regalare una piccola guida che descriva, passo dopo passo, tutte le tappe necessarie per organizzare una guerrilla gardening individuale o collettiva, nella speranza di poter vedere al più presto una miriade di gruppi guerriglieri nascere in ogni dove.

Seguite i nostri consigli: non sono una legge stabilita, ma frutto dell’esperienza di chi ha già guerrillato prima di voi; vi saranno utili per organizzarvi al meglio e per garantire alla vostra missione la perfetta riuscita.”

1. Il piano d’azione

Sicuramente potete iniziare con una guerrilla individuale, magari ripulendo quella fioriera di cemento in cui ormai fioriscono solo lattine e mozziconi di sigarette, e continuare con una carriera da giardiniere d’assalto solitario.

Ma è bello anche lavorare insieme ad altri, per un progetto comune: invitate e fate partecipare amici, sconosciuti, abitanti del quartiere, e annunciate l’attacco attraverso la vostra rete social, magari con una pagina FaceBook in cui descrivete l’evento.

Meglio ancora se riuscirete a coinvolgere piccole emittenti radio locali nella sponsorizzazione e pubblicizzazione via etere del vostro messaggio.

Se poi pensate di non farcela da soli, chiedeteci un aiuto qui su Guerrilla Gardening e spargeremo per voi la voce!

2. Trovare la giusta location

Le aree urbane, spesso e sfortunatamente, sono disseminate ovunque di spazi verdi inutilizzati e abbandonati  di tutte le dimensioni, dal parco al marciapiede sotto casa.

Avrete quindi l’imbarazzo della scelta: aiuole grandi e piccole, cavalcavia o rampe stradali, terreni incolti e trasformati in discariche.

La cosa importante, nell’individuazione del giusto spazio da bonificare, è la presenza di una fonte di acqua nei paraggi, per garantire la sopravvivenza post-guerrilla a tutte le piante da voi messe a dimora (una fontana pubblica, abitanti o negozianti del posto disponibili ad annafffiare in vostra vece).

Un altro parametro da tenere in considerazione è la vostra esperienza nel giardinaggio e il numero di persone che riuscirete a coinvolgere nell’azione giardiniera; se siete soli o avete poca esperienza, scegliete una piccola aiuola: potrete definire il piano di azione in modo semplice, ottenendo risultati più soddisfacenti.

3. Sondare il terreno

Una volta scelto il posto giusto per il vostro green attack, dovrete valutarne le condizioni: quante erbacce bisogna estirpare, se sono presenti rifiuti da rimuove, il tipo di terreno (quest’ultimo vi sarà utile soprattutto nella scelta delle piante giuste da piantare).

4. La scelta delle Piante

Una scelta accurata di ciò che pianterete, non solo avrà effetti positivi sulla resa estetica, ma soprattutto determinerà l’effettiva riuscita e durata nel tempo del vostro giardino sovversivo.

A meno che la vostra prima guerrilla  non sia casalinga, è sempre consigliabile scegliere piante autoctone e resistenti.

Le piante locali, ritrovandosi nel loro habitat naturale, possono sopravvivere in modo autonomo anche con cure sporadiche, garantiscono una lunga durata alla vostra opera verde e rispettano la flora del territorio.

Quelle resistenti sopporteranno la mancanza di attenzioni continue o le cure di volontari con il pollice non propriamente verde.

Se nella zona prescelta sono già presenti alcune piante, cercate di aggiungerne delle altre compatibili e che non interferiscano o competano con la loro crescita: lo scopo è di creare un piccolo sistema in equilibrio, in grado di mantenersi nel modo più autosufficiente possibile e che non richieda continui interventi di manutenzione.

Anche l’esposizione alla luce ha la sua influenza: piante adatte a luoghi ombreggiati e freschi difficilmente sopravviverebbero in un’aiuola assolata.

5. La lista della spesa

Adesso siete quasi pronti per la vostra prima Guerrilla Gardening, ma prima sarà indispensabile pensare alla lista di tutte le cose che vi occorreranno.

Che tipo di piante e quante ve ne servono, quali attrezzi da giardinaggio saranno indispensabili (rastrelli, zappe, pale, carriole, guanti), se avrete bisogno di concime (organico, mi raccomando) o pacciame, sacchi della spazzatura (per lo smaltimento dei rifiuti e delle erbacce rimossi, o per tenere i piedi puliti in caso di fango) o altri materiali necessari alla buona riuscita del vostro lavoro.

Non scordate mai di portare un po’ di acqua  o dei contenitori, se vi fosse nei pressi una fonte diretta (non usate mai contenitori in cui è stata conservata benzina o altre sostanze chimiche o tossiche): le piante appena messe a dimora hanno bisogno di essere innaffiate a lavoro terminato perché riescano ad attecchire e ricevano la giusta idratazione iniziale.

6. A caccia di materiale

Non vogliamo vedervi finire sul’lastrico, quindi ci sembra giusto consigliarvi qualche metodo per recuperare tutto il necessario per il vostro giardinaggio d’assalto.

Un primo sistema è chiedere a chi ci è vicino, amici, parenti, dirimpettai: è facile trovare qualcuno che abbia in casa vecchi attrezzi da giardino o piante in eccedenza di cui disfarsi (ovviamente la prima casa da cui partire sarà la vostra!).

Un altro metodo è quello di rivolgersi a vivai e negozi specializzati in piante e fiori o agricoltura in generale: questi esercizi, infatti, hanno spesso rimanenze di materiale non vendibile, come piante sfiorite o un po’ rovinate, attrezzi con piccoli difetti, sacchi di terra o concime la cui confezione è rotta.

Spiegate loro cosa volete fare e vedrete che in molti aderiranno con interesse e, se siete fortunati, qualcuno di loro potrebbe unirsi a voi nella guerrilla.

Un altro sistema, consigliato a chi ha spazio, tempo e costanza, è quello di creare il proprio semenziario personale, seminare in prima persona le piante e fare talee (ma di questo parleremo prossimamente).

7. Occhio alla segnaletica

Scopo di una guerrilla gardening è anche quello di sensibilizzare i cittadini al rispetto del verde pubblico e della natura in generale.

Segnalate il vostro passaggio lasciando volantini nella zona qualche giorno prima dell’azione, così le persone non solo sapranno cosa avrete fatto o state per fare, ma potrebbero unirsi a voi e aiutarvi nella bonifica.

Preparate un cartello che spieghi chi siete, vi basterà usare del legno di recupero o del compensato (sono resistenti alla pioggia e rispettosi della natura): pubblicizzerete le vostre azioni, vi farete conoscere e renderete le persone più consapevoli, facendo diminuire il rischio che l’aiuola venga calpestata o usata come toilette per cani.

Potreste preparare anche dei piccoli cartellini informativi nei quali specificate il nome delle piante utilizzate, i loro bisogni e il tipo di cure, così da lasciare un promemoria per chi volesse interessarsi alla vostra aiuola in vostra assenza.

8. All’attacco si parte

Ormai avete tutto: scelto il posto, trovato piante, attrezzature ed eventuali aiutanti, non vi resta che scegliere il giorno e cominciare!

Non scordate, durante il lavoro, di prestare attenzione ai passanti incuriositi da quello che fate; conivolgeteli in una conversazione, spiegate loro cosa state facendo e non imbarazzatevi nel chiedere loro aiuto, vi stupirete nello scoprire quanti consensi otterrete in cambio.

Soprattutto scattate tante foto del prima e dopo la cura giardiniera e mandatele alla nostra redazione con due righe che descrivano la vostra azione sovversiva: saremo felici di inserirvi sulla nostra mappa e in più scriveremo un articolo su di voi.

Fonte: Guerrilla Gardening

Comments
2 Responses to “Guida ad una perfetta Guerrilla Gardening”
  1. Bizio scrive:

    GUERRILERRR!

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