Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980

Un viaggio nell’arte americana sotto il marchio doc dei Guggenheim. Quando New York rubò la scena a Parigi e ad un’Europa infestata di deliri nazisti e furie belliche, accogliendo grandi maestri in fuga e cullando la nuova “Scuola” dell’avanguardia di giovani pittori americani, tutto accadeva sotto gli occhi vigili, illuminati, arguti di Solomon, ricco uomo d’affari americano, e della nipote Peggy, di gusti e strategie museali diverse, ma che ne intuirono la portata culturale e la sostennero da grandi mecenati. E circa una sessantina di capolavori del nucleo della collezione permanente della Solomon R. Guggenheim Foundation (fondata nel 1937) con prestiti dalla rete di musei “di famiglia” da New York, Bilbao e Venezia, sfilano al palazzo delle Esposizioni, dal 7 febbraio al 6 maggio, nella mostra “Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980” per raccontare questa storia.

Notizie utili – “Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980

dal 7 febbraio al 6 maggio 2012, palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194, Roma.
Orari : martedì, mercoledì, giovedì: 10- 20, venerdì, sabato: 10- 22.30, domenica: 10-20, lunedì: chiuso
Informazioni 0639967500; www. palazzoesposizioni. it
Ingresso: intero € 12,50; ridotto € 10,00.
Comments
One Response to “Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980”
  1. vilma torselli scrive:

    Già a partire dagli ultimi anni ’40 sorgono una serie di iniziative mirate alla promozione mondiale dell’arte e del modello sociale statunitense: il direttore del MOMA, Alfred Barr, abile ed influente PR, convince la rivista “Life” a sostenere i pittori dell’Espressionismo secondo un organico programma d’esportazione delle loro opere verso l’Europa, James Johnson Sweeney, critico d’arte, direttore del Solomon R. Guggenheim Museum e consulente del Museum of Modern Art di New York, si incarica di diffondere i contenuti filo-americani di un’arte di libertà estrema come solo un paese estremamente libero può esprimere, il gallerista italo-americano Leo Castelli e la moglie Ileana Sonnabend, proprietari di una catena di prestigiose gallerie in America ed in Europa si fanno garanti di un’efficace attività propagandistico-divulgativa, fino ad arrivare al 1965, anno in cui la rassegna The Responsive Eye organizzata dal MOMA lancia definitivamente sul fronte internazionale l’Espressionismo astratto americano: non a caso nel 1964 il Gran Premio della Biennale di Venezia viene assegnato all’americano Robert Rauschenberg.
    Oggi Guggenheim è uno dei nomi che detengono le chiavi del potere nel mondo dell’arte, marchio di una diffusa rete di musei in molte parti del mondo, da New York a Bilbao a Venezia a Berlino (dove è in joint-venture nientemeno che con Deutsche Bank), una vera e propria multinazionale dell’arte. Non sono un segreto le trattative finanziarie precedenti alla realizzazione del Guggenheim di Bilbao, il gioco delle poltrone dei posti chiave, l’incarico del progetto ad una archistar in grado di garantire ‘a prescindere’ la risonanza dell’iniziativa. Questa organizzazione internazionale gestisce attraverso le sue sedi praticamente la totalità delle opere del ‘900, dal Surrealismo al Cubismo, all’Astrattismo alla Pop Art e gestisce anche un bilancio da capogiro per ciò che riguarda l’indotto, vendita di cataloghi, di riproduzioni, gadget firmati, shop museum, guggenheim store, café museum ecc.
    Effettivamente, sono proprio “affari di famiglia”.

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