Copia-Incolla interviews Numa Crew @ R.U.M.

C’è aria di festa al Rising Love di Roma, dove i ragazzi di R.U.M. si apprestano a festeggiare assieme ai presenti il primo anno di attività nell’organizzazione di feste all’insegna del divertimento e dell’ottima musica reggae, dubstep, drum’n’bass e simili. Per l’occasione sono stati invitati i Numa Crew, collettivo fiorentino dalle varie contaminazioni musicali che tiene alto il nome dell’Italia in tutta Europa. Ecco l’intervista a Lapo, Botz e Ninja:

Iniziamo un po’ dalla vostra storia: innanzitutto chi sono i Numa Crew? Quando e dove si formano?

Il progetto Numa crew nell’attuale formazione comincia a Firenze nel 2006, prima tutti noi avevamo progetti diversi … c’era chi faceva hip-hop e dance hall, chi suonava in un gruppo post-rock e chi faceva il dj drum’n’bass. Di ritorno da viaggio a Londra nel 2006, Arge e Checco portano a Firenze dei dischi di Skream la cui musica raggruppava tutte le tendenze musicali dei nostri progetti iniziali. Così io (Lapo, ndr) e Ja (Botz) iniziamo a produrre dubstep, in un contesto ancora poco underground se non fosse per il Mood, noto locale fiorentino, che aveva iniziato nel 2005 il mercoledì a fare Dubstep, ovviamente un pochissimo riscontro.

Lo stesso proprietario del Mood decise di aprire un’etichetta discografica, la Elastica Rec. nella quale abbiamo prodotto i nostri primissimi dischi e con cui siamo andati avanti per moltissimo tempo. Possiamo definirci dei pionieri del dubstep in Italia dato il periodo in cui abbiamo iniziato a produrre.

Siete considerati da tutti la realtà dubstep più importante del nostro paese. Il vostro sound si presenta come un ibrido, una miscela di molti generi, che nasce dall’utilizzo di strumenti acustici e macchine digitali. Potrebbe essere dovuto dai vostri diversi background musicali?

Non facciamo solo dubstep, e preferiamo non essere etichettati così, come produttori di un solo genere musicale, specialmente in un periodo in cui “dubstep” sta diventando sempre più una tendenza musicale commerciale. Ci piace fare dubstep, ma che sia di qualità. Facciamo street music in generale ma abbiamo un sacco di influenze che derivano dai nostri background: siamo nell’era del multitasking, ed essendo in 8 è normale che ci siano stili e preferenze musicali diverse: c’è chi fa kuduro, chi afro sound, chi reggae, dubstep…

E questo va poi ad interfacciarsi ovviamente con i nostri show. Siamo fautori di della contaminazione e dell’influenza musicale, fare un set dubstep di un’ora non è da noi, e lo vedrete anche stasera (ridono, ndr).

Come avviene il processo di produzione in studio dei vostri pezzi? Quali sono i pro ed i contro di essere un collettivo così numeroso?

Ci chiudiamo in uno studio e iniziamo a fare il resoconto delle scadenze delle nostre produzioni e ognuno tira fuori il proprio materiale e si inizia ad ascoltare. A questo punto si inizia a discutere e a mettere insieme i vari pezzi. Non abbiamo un processo fisso e macchinoso di produzione come spesso accade: l’unica volta che ci siamo spartiti dei compiti ben precisi è stata per il remix di Zion Train in quanto era un remix molto importante per la nostra carriera e abbiamo scelto di lavorarci su in un altro modo.

Ogni tanto facciamo uscire come Numa Crew pezzi fatti solamente da uno di noi per dare maggior risonanza al collettivo, e questo da fuori spesso non si nota perché oramai siamo entrati in piena sintonia come sound, anche perché siamo tutti amici e ci conosciamo da una vita, e da una vita parliamo ogni giorno di musica. È normale che ci sia questa coordinazione e cooperazione tra noi, ne andiamo molto fieri!

Come giudicate l’offerta musicale dubstep italiana? Quali artisti in particolare stanno facendo bene?

Noi facciamo fisicamente musica in Italia, ma la maggior parte delle volte siamo distribuiti e prodotti nel mercato estero, in quanto la richiesta è molta di più, anche se le nostre piccole vittorie in Italia ce le abbiamo avute grazie ad Elastica Rec nel periodo in cui ci siamo formati e in cui eravamo praticamente gli unici in Italia a fare il nostro genere musicale.

Per quanto riguarda l’offerta musicale nazionale, a Firenze ad esempio c’è un sottobosco di producer e una quantità di gente che ama e sa fare musica veramente impressionante. Il problema è che all’estero ci sono possibilità di lavoro ed agevolazioni economiche per i musicisti che qui non abbiamo, e spesso e volentieri questi produttori emigrano magari in Gran Bretagna per poi ritornare in patria dopo il successo.

Probabilmente anche noi se fossimo andati fuori qualche anno fa alla ricerca di fama saremo ritornati qui oggi visti con un’ottica diversa, forse con più successo.

Tornando all’offerta musicale, in base alla nostra esperienza possiamo dire che città come Torino, Verona, Parma, Ancona e Trento hanno una ottima tradizione musicale sul dubstep grazie all’ottimo lavoro fatto dalle crew locali in passato.

Questa sera suonerete al Rising Love di Roma per festeggiare il primo anno di attività dei ragazzi di R.U.M.: che regalo farete al pubblico e a tutte le persone presenti?

Siamo onorati di essere qui come ospiti, faremo del nostro meglio per rendere questa ricorrenza ancor più speciale.

Come regalo abbiamo tutte e 8 le tracce che usciranno nel nostro prossimo album, un nuovo pezzo in cui canta Ninja che sarà prodotta da una label britannica con il b-side di Jacopo, abbiamo la 005 di Elastica Rec., un sacco di roba illegalissima (ridono, ndr) e moltissimi pezzi nostri inediti jungle, drum’n’bass ecc … ma sarà un set fatto esclusivamente di pezzi nostri, che è una delle cose che ci differenzia da molti produttori che ricercano i forthcoming e le nuove release scapicollandosi ogni giorno per suonare qualcosa di non scontato.

Qualche anticipazione sul vostro futuro: cosa faranno i Numa Crew nel 2012? Uscirete con nuove produzioni?

Uscirà un nostro lavoro per l’etichetta di Dub FX e molti remix. Probabilmente faremo un tour in Russia in primavera, e grazie ad un nostro agente rumeno avremo un po’ di date nell’est Europa. Poi andremo in Germania, Spagna, poi Londra, Bratislava, Vienna ed infine l’Outlook 2012 che è la nostra tappa preferita, dove rappresentiamo l’Italia all’interno di uno dei maggiori festival a livello mondiale di musica bass. È un onore!

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