Copia-Incolla interviews Erol Alkan @ HAZE XL

Ultima intervista al nome di punta della line up esibitasi il 5 gennaio 2012 ad Haze XL. E’ con grande onore che vi presentiamo Erol Alkan, che per ben due ora ha fatto letteralmente impazzire il pubblico presente di Spazio900 senza mai fermarsi, catturando l’attenzione di tutti con la sua carica.

Ciao Erol, benvenuto a Roma. Tra poco salirai in consolle … come nasce un set di Erol Alkan? Quanto di quello che suoni è già nella tua testa e quanto nasce lì per lì in base alle sensazioni che provi?

Prima di suonare cerco sempre di dare un’occhiata al posto in cui suonerò così che possa avere un’idea dell’ambiente, per prepararmi insomma. Di solito ti aiuta ad immaginare i parametri di cosa suonare. Non credo mi sia mai capitato di suonare un set uguale ad un’altra volta, anche il solo suonare a Roma stasera o suonarci domani sera per me influenza molto il modo in cui approccio la console. Secondo me per il pubblico il miglior DJ è quello che riesce ad interagire con loro, quindi devi cercare sempre di “leggere” quello che ti succede attorno.

Hai suonato per più di 15 anni in giro per il mondo nei più importanti festival musicali: qual è stato a tuo avviso il migliore per offerta musicale, per location e per calore del pubblico?

Di recente la migliore combinazione delle tre l’ho trovata a Bruxelles al Libertine Supersports. Sfortunatamente sta per chiudere ed è un vero peccato: aveva un’ottima audience, ottimo impianto ed era una location stupefacente. Per ritornare al discorso di prima, sono posti come questi che tirano fuori dal DJ il meglio di sè perchè quello che ti circonda interagisce con la tua musica. Solitamente i DJ, o almeno quelli bravi, hanno quest’ambizione di superare sempre se stessi, e sicuramente suonare in posto che ti ispira un bel live aiuta ad alimentare questa voglia di andare oltre se stessi e non essere solo il “DJ di turno”. Per essere originale bisogna essere spinti da quello che ci circonda. Ovviamente originale non è inteso come: “la gente crede che suonerò “Lemonade” per 2 ore, quindi quella sera mi metterò a suonare tutt’altra cosa“, ma più come creare qualcosa di interessante. Questa mentalità l’ho sviluppata molto suonando “trash” negli stessi locali per molto tempo, durante i miei primi anni da DJ, con le stesse persone che venivano a sentire la mia musica. In queste situazioni sei obbligato ad essere imprevedibile altrimenti la gente si annoia già dopo la seconda volta che ti vede allo stesso locale.

Dal 1993, data del tuo esordio sul dancefloor, ad oggi la musica da club ha subito molte trasformazioni passando da una moda all’altra: dalla house tribale al funk, dalla techno alla minimal, dall’electro alla dubstep. La tua musica invece ha sempre mantenuto più o meno la stessa linea, distaccandosi dalle “mode del momento”. Come hai vissuto questi cambiamenti da “produttore” e come da “amante della musica”?

Sono sempre rimasto fedele a quello che mi piaceva. Non bisogna distrarsi dai generi del momento; se non pensi che per te è interessante non deve interessarti per forza. Forse come paragone non calza molto, ma io mi sento come “sposato” alla musica che amo. C’è tanta musica che non ho mai sentito fin’ora ma per questo non mi faccio prendere dal panico. Se qualcosa è una novità non deve interessarmi per forza o del tutto; può piacermi, posso prendere spunto da qualche idea, ma quando si parla di esprimersi non devo forzatamente fare un genere che per altri è stata la chiave del loro successo. D’altro canto non bisogna neanche essere chiusi musicalmente (del tipo faccio un genere e ascolto solo quel genere).

Il tuo background vanta una quantità pazzesca di remix ad artisti di fama mondiale come Daft Punk, Franz Ferdinand, Chemical Brothers, Bloc Party e Justice: quale artista vorresti remixare in futuro?

Tutti i remix che ho fatto sono sempre stati in qualche modo casuali: magari ho sentito il CD di quell’artista e mi è venuta in mente un’idea. Molto spesso, conoscendoli di persona e parlando con loro, mi veniva chiesto di remixare qualche pezzo e siccome sono amici non riesco a dire di no. Quando capiti queste situazioni lo fai e lo fai anche bene perché comunque sono tuoi amici. A proposito di remix, un consiglio: “mai pubblicare remix o pezzi tuoi originali che credi non siano ottimi, mai soddisfarsi di risultati discreti. Non c’è cosa peggiore che pubblicare qualcosa di cui non sei convinto“.

Come nasce la collaborazione con Boys Noize?

Conoscevo Alex da tempo. Suonavo i suoi brani quando era ancora “Kid Alex”, un ragazzino insomma, nel 2004. Più in là mi mandò il suo primo album e lo suonai per qualche periodo. Mi mandava le sue produzioni in continuazione. Una sera, del periodo quando facevo il resident al Bugged-Out mi chiesero se volevo curare l’intera serata e tra i vari artisti scelsi anche Boys Noize e quello fu il suo primo concerto a Londra. La nostra non è una collaborazione ma un’amicizia, e ogni lavoro che facciamo è un modo per divertirci e “festeggiare” quello che è il nostro essere amici. Per me questo è il modo migliore di fare musica. Non tutti la pensano così: c’è chi la vede più come un dover cercare sempre di fare un remix con quel DJ più famoso o collaborare con un pezzo grosso, per me questo non funziona. Non ho mai pensato: “Oddio devo assolutamente collaborare con Boys Noize“. Tanto per dirne una, quando stavamo facendo “Lemonade” ridevamo come matti; non facevamo altro che ripeterci: “No, non possiamo pubblicare una cosa del genere!” era così… veloce. Però questo poi rispecchia la musica che suoni e si sente.

La tua presenza online è molto attiva sui maggiori social network, dove i tuoi fan interagiscono continuamente. In che modo vivi il rapporto con loro?

Credo che la connessione migliore con le persone (preferisco chiamarle persone più che fans, mi suona strano) sia quando ti trovi insieme in un bel party. Internet è incredibile, ma non è facile quantificare la relazione che ho con le persone attraverso il web. Non uso Twitter perché qualcuno mi dice di farlo, lo uso perché magari voglio far sapere qualcosa agli altri.

Parlando con Feadz, ci ha detto che tu, lui e Boys Noize siete i migliori DJ al mondo, che dici?

Assolutamente, si (risate, ndr)!

 

Il video report della serata:

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