Copia-Incolla interviews Is Tropical @ HAZE XL

Prima intervista fatta durante l’evento tenutosi a Roma lo scorso 5 Gennaio 2012 presso Spazio900. Gli Is Tropical hanno ufficialmente aperto la serata dopo l’esibizione dei romani Ancien Regime i quali hanno reso perfetta l’atmosfera prima del live del trio londinese.

Ciao ragazzi, ben tornati a Roma. Cosa avete combinato dal 29 giugno ad oggi?

Siamo stati in tour a Milano e Venezia. Dopodichè abbiamo continuato in Inghilterra, America, Canada, Messico, Brasile fino a tornare nei restanti paesi d’Europa. A conti fatti siamo rimasti a pieno regime in tour per 3 mesi, e una volta finito  ci siamo presi una pausa per riprenderci un attimo, sai com’è…

Quando abbiamo un attimo di pausa cerchiamo sempre di scrivere, infatti abbiamo già nuove idee e demo in lavorazione. Scrivere in tour è difficile per le tempistiche. Se finisci di suonare all’01.00 di notte e la mattina dopo devi prendere l’aereo alle 07.00, non hai tempo a sufficienza per buttare giù le idee.

Parliamo un po’ di voi: quando e in che modo si formano gli Is Tropical?

Ormai quasi 3 anni fa. Eravamo noi 3 e abbiamo iniziato in un garage scrivendo qualche brano e facendo qualche registrazione amatoriale. Finiti 4/5 pezzi abbiamo iniziato a suonare dal vivo sfruttando strumentazione prestata da amici. Molta della nostra strumentazione di adesso è ancora di amici nostri, noi abbiamo veramente poco di quello che utilizziamo per suonare!

Il vostro album di debutto “Native To” ha riscosso un successo strepitoso in tutto il mondo grazie alle tante sonorità che racchiude ed alla freschezza complessiva del sound. Quali sono stati i tempi di lavorazione?

Mi sembra che abbiamo incominciato a scrivere i brani a gennaio del 2009. A marzo iniziammo a proporli live e un anno dopo li abbiamo portati in studio. Praticamente il prodotto finale era diventato tale grazie alle varie modifiche che ci sono state durante i nostri concerti: questo ci ha permesso di affinare i brani per renderli ciò che potete ascoltare adesso.

Siamo contenti di lavorare su brani nuovi, perché comunque ci piace rimanere sempre attivi e non fare come altri gruppi che magari aspettano 2 anni per pubblicare qualcosa di nuovo. Speriamo di poter concludere il nuovo CD quest’anno, ma a volte ci vuole più tempo di quello che uno crede. E’ sempre meglio lasciar scorrere il tempo e fare in modo che ogni cosa vada a suo posto, anche perché magari poi lavorandoci in fretta rischi che col passare del tempo non ti piaccia più. Non c’è bisogno di affrettare le cose per suonare e fare dei bei concerti, quello di stasera sarà sicuramente un bel concerto per esempio e sarà anche molto diverso dall’ultimo show che abbiamo fatto a Roma (Future Island, ndr). Là la location era piccola ed all’aperto, questo invece è un palazzo! Ma ci siamo abituati: le location dei nostri show variano spesso in grandezza e ci piacciono sia location grandi che piccole perché ognuna ha le sue peculiarità, però suonare in posti grandi ti permette di avere quel suono “in your face” che non può uscir fuori dai piccoli locali, e per il nostro tipo di musica si addice di più.

A quale canzone siete maggiormente legati?

Cambia in continuazione. Dipende molto dall’ambiente e dal pubblico: magari suoni un brano molto melodico d’estate al tramonto e ti sembra perfetto, ti prende. Poi lo risuoni a un altro show alle 3.00 di mattina e pensi “che merda, forse sarebbe stato meglio un pezzo più veloce e dinamico“. Un’altra grande differenza importante è se stiamo suonando in un  concerto dove siamo solo noi o se ci sono altri artisti. Nel primo caso infatti la gente conosce i brani e quindi non ha importanza a che ora li suoni tanto sono venuti lì per te.

Come procede la collaborazione con la Kitsunè? 

Molto bene. A loro piace quello che facciamo e a noi piace quello che fanno loro, è un rapporto reciproco insomma.

Quindi pensate che durerà molto questo rapporto?

Beh spero proprio di sì. Sicuramente fino a che avremo degli stracci da metterci addosso.

Durante il 2011 avete suonato praticamente in ogni parte del mondo. Quale è stata l’esibizione che ricordate con più piacere e perché?

Ce ne sono state varie: forse in Svezia è stato uno dei migliori concerti. Lì, a Stoccolma, abbiamo suonato sia durante un festival sia in un locale, ma in entrambi gli show siamo rimasti molto soddisfatti. Avremmo voluto suonare in più location scandinave, ma non ne abbiamo avuto la possibilità. Ci siamo divertiti molto anche a Milano al Plastic, lì ci siamo stupiti di quanta gente ci fosse e di quante persone conoscessero i testi delle nostre canzoni. Anche in Messico siamo stati molto bene: parlavamo, senza maschere, con la gente prima degli show e loro ci dicevano: “Siamo venuti per vedere gli Is tropical” e noi: “Sì, ho sentito dire che sono molto bravi“.

Cosa farete una volta finito il Tour?

Vogliamo concentrarci un po’ su nuovi brani per il secondo album, poi vogliamo prenderci una pausa prima che ricomincia la stagione dei festival che inizia verso marzo e finisce a settembre. Solitamente questo periodo ci impegna parecchio: può capitarci che un giorno siamo a Londra per un show e il giorno dopo ci ritroviamo da qualche altra parte nel mondo. Abbiamo anche un nuovo singolo che uscirà probabilmente verso marzo.

Bene ragazzi, grazie mille per l’intervista e in bocca al lupo per stasera.

Grazie a voi.

 

Il video report della serata:

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