Never trust a drummer #2 a cura di Claudio Delicato

Never trust a drummer prende la firma di Claudio Delicato, talentuoso blogger, scrittore e musicista.

Claudio Delicato nasce a Roma nell’83 dall’unione tra Fabrizio Frizzi e la drum machine dei CCCP, prendendo la risata dalla madre e l’inclinazione al Socialismo Reale dal padre. Ha scritto un libro, Roma, lato B (cartaceo/eBook), definito dalla critica “un’opera a metà strada tra lo splatter e il romanzo rosa”; secondo Andrea Bocelli è “il libro più bello che abbia mai letto da quando sono diventato cieco”. Gestisce il blog ciclofrenia.it, acquistato da un marocchino operante in zona stazione Termini che gli ha assicurato che “era pesato”. Suona la batteria in una boyband elettrorock, gli Starlette, che detiene il record per il maggior numero di mancate partecipazioni consecutive al festival di Sanremo.

Never trust a drummer #2

DA CONSUMARSI PREFERIBILMENTE ENTRO.

di Claudio Delicato

Caterina era talmente bella che Photo Booth si rifiutava di distorcerla. Mi spaccava lo stomaco, mi faceva saltare il cuore in gola e tremare le gambe, al punto che sarebbe ingiusto e riduttivo ingabbiare il turbinio di sensazioni che provavo per lei in un registro lessicale, ma se tale sintesi potesse essere possibile, le parole più adatte sarebbero succhiami il cazzo, maledetta lurida puttana.
Sul serio, Caterina era così antipatica che prima di scoparla intingevo il cazzo nella trielina.

Ho sempre avuto un debole per le donne antipatiche. È una questione di coerenza, suppongo. Mi riferisco al ciclo. Andiamo, il ciclo è una delle scuse più ributtanti e immorali che le donne abbiano mai percepito per giustificare le proprie efferatezze.
(E per arricchire la Lines, d’accordo.)
Margaret Thatcher è riuscita a riprendersi le Falkland, con questa cazzata.
Siamo seri: vorresti davvero farmi credere che una litrata di sangue che esce spontaneamente dalla tua vagina con cadenza mensile possa alterarti l’umore a tal punto da farmi spendere cinquanta euro in una fottutissima anatra alla pechinese e rimandarmi a casa a farmi una sega di fronte a Persia Monir shagging on the sofa? La suddetta litrata riesce davvero a renderti insopportabile, intollerabile, inaccettabile come un editoriale di Pierluigi Battista?
No, perché, correggimi se sbaglio, ma dalle tue fattezze non mi sembri esattamente un cazzo di Incredibile Hulk.

Mai fidarsi di una cosa che sanguina per cinque giorni e non muore.

 

Sarà che in quel periodo non è che avessi granché successo con le ragazze, e quindi la prima che me la fece odorare mi spinse a un corteggiamento più impegnato, forzato e idiota di una canzone dei Modena City Ramblers.
Non sto esagerando: consumavo talmente tanta carta igienica che il cane della Scottex mi inviò una denuncia per aver perso il posto di lavoro.

“Siamo spiacenti di comunicarLe che il nostro rapporto di lavoro deve considerarsi interrotto a partire da ora, signor Fuffi Fuffi Bau Bau.”

“Woof!”

“Come dice, scusi?”

“Arf!”

“Cerchi di non sbavarmi sul Moleskine, per cortesia.”

Non avevo un rapporto sessuale da così tanto tempo che mi erano scaduti i preservativi. E conosco solo un’altra persona cui è successa una cosa del genere.
Marco, si chiama. È un mio amico. Le donne con cui è stato a letto lo dipingono come l’amante più duraturo che abbiano mai avuto. E secondo me, la totale assenza di una sindrome da eiaculazione precoce è una soddisfazione seconda soltanto a quella di beccare la tua ragazza nel cesso chimico del Circolo degli Artisti, intenta a consumare un rapporto orale con me.
“È che il Gin Tonic era troppo forte, capiscimi.”
“Non mi sembri poi così ubriaca.”
“Non intendevo quello: in qualche modo dovevo pur diluirlo.”

Data la reputazione che aveva, le donne che si apprestavano a un’uscita romantica con Marco compilavano il form Dove siamo nel mondo sul sito del Ministero degli Esteri.
Il preservativo che gli scadde gliel’avevo prestato io. E la cosa fu abbastanza sorprendente, se si considera che non se l’era mai sfilato.
“Ho fame, Marco, ti prego, basta.”
“Serena, io non ho ancora finito.”
“Voglio rivedere la mia famiglia.”

Non so che fine abbia fatto, poi, Serena. Le ultime notizie di lei le ricevetti da Federica Sciarelli a Chi l’ha visto? Ricordo una telefonata anonima in diretta che sosteneva che, per sapere che fine avesse fatto, si sarebbe dovuto andare a vedere chi era sepolto nella Basilica di Sant’Apollinare a Roma.
Ma forse mi confondo con un’altra persona.

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One Response to “Never trust a drummer #2 a cura di Claudio Delicato”
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  1. Laroxyl scrive:

    […] Oggi su copia-incolla.org potrete leggere Da consumarsi preferibilmente entro, secondo episodio della rubrica Never trust a drummer, che curo occasionalmente per questo sito […]



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