Dai Beatles ai Pink Floyd, gli studi di Abbey Road compiono 80 anni

Buon compleanno, Abbey Road. I famosi studi londinesi resi celebri dai Beatles, che qui registrarono quasi tutte le loro canzoni, nonché dai Pink Floyd e apprezzati da svariati altri artisti tra i quali Oasis, Lady Gaga e Kate Bush, hanno appena compiuto ottant’anni. Il 12 novembre 1931 le sale furono inaugurate da Sir Edward Elgar che condusse la London Symphony Orchestra sulle note di “Land of hope and glory”. Otto anni dopo si era già nella Seconda guerra mondiale. Sebbene nei locali fossero già transitati i più grandi del tempo, da Fred Astaire a Glenn Miller, fu solo con l’undicesimo disco di studio dei Beatles -appunto “Abbey Road”- che gli studi divennero noti a livello internazionale.

Nel febbraio 2010 il ministero britannico della cultura ha ufficialmente dichiarato gli studi patrimonio nazionale inglese. Nello scorso dicembre, invece, a passare alla storia erano state le zebre di Abbey Road. L’attraversamento pedonale immortalato sulla copertina di “Abbey Road” dei Beatles, ripreso dal fotografo Iain Macmillan l’8 agosto 1969, come aveva annunciato il ministro britannico del turismo John Penrose è stato riconosciute come di “Grade II” su suggerimento dell’ente English Heritage. Il “Grade II” è il più comune dei riconoscimenti conferiti ai luoghi storici e di interesse nazionale del Regno Unito. Come fa notare il “Daily Telegraph”, il compleanno è caduto proprio il giorno dopo che la EMI, l’etichetta che gestisce Abbey Road, è stata acquisita dai “rivali” di Universal. Brian Southall, ex dirigente EMI e autore di un libro sulla storia degli Abbey Road Studios, ha detto al “Telegraph”: “E’ una cosa molto triste che l’intera divisione musicale di EMI sia andata alla Universal. Non sono rimaste etichette britanniche che possano comprare EMI. Non so cosa la Universal vorrà fare con Abbey Road. Non ci sono molte etichette discografiche che abbiano i propri studi di registrazione. Quale possa essere il futuro di Abbey Road, non lo so”.

Come riportato da Rockol l’altro giorno, con un’offerta da 1,2 miliardi di sterline Universal si è aggiudicata i master e gli asset discografici di EMI. Vivendi, capogruppo dello Universal Music Group, ha annunciato che finanzierà la transazione attingendo alle linee di credito già esistenti, mentre verranno posti in vendita asset non considerati strategici di UMG per un valore di 500 milioni di euro.

Fonte: Rockol

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