ProvocAZIONE (in)discussa.

Questo mese mi sono imbattuta, anche se di caso non si è trattato, in un libro estremamente interessante, non soltanto per i contenuti, mi riferisco all’arte contemporanea, ma per aver avuto la capacità di risvegliare, anche per un discorso di riscontro visivo, la necessità di conoscere, la sete disapere e soprattutto la sensazione di essere provocati.
Insomma, dopo questo preambolo qual è il titolo del libro?
Stavo per arrivarci appunto, e quindi per chi volesse consiglio l’appassionante lettura ( ecco che inizia) di “lo potevo fare anche io” di Francesco Bonami.
Ma dilunghiamoci ancora un po’, perché definirla appassionante? Non tutti possiamo ritenerci appassionati d’arte, sicuramente nè possiamo apprezzare la valenza estetica in alcuni casi, ma il discorso si fa ben diverso se si parla di arte contemporanea e concettuale, ancor di più se l’occhio inesperto non ci aiuta nella comprensione.
Oggettivamente, quante volte capita al giorno di sentirsi stuzzicati o intellettualmente provocati, quante volte un discorso suscita in noi la voglia di tracciare una diversa linea dei nostri pensieri, o magari sradicarla del tutto?
3, 10, mille o zero?!
Nella società moderna, tutto è possibile e concesso (o quasi), il rischio di sentirsi emotivamente atrofizzati c’è (o forse) e si vede anche, quindi prendendo spunto da chi, al contrario mio, ha le facoltà e il sapere per scrivere d’arte, (ri)porto ad esempio l’artista che sembra essere il più fastidiosamente irriverente del momento o almeno uno dei più discussi. Magari perché non è da tutti organizzare ai Caraibi la “sesta biennale”, opera che consisteva in due settimane di villeggiatura gratis per gli artisti invitati e nessuna opera esposta. “Chissà come avranno reagito i critici d’arte accorsi all’evento.”
Odio crearmi schemi ma ci casco ogni volta, mi perdo nei preamboli e non arrivo al dunque, QUINDI, sperando in una reAZIONE,vi offro con la fantastica collaborazione di internet, alcune delle più famose opere di Maurizio Cattelan, artista Italiano (è giusto sottolinearlo) nato a Padova nel 1960.

L.O.V.E in Piazza Affari Milano

A Perfect Day (la persona al muro è il gallerista di Cattelan)

Senza Titolo

La Nona Ora

E inoltre:

nel 1993 alla Biennale di Venezia ha messo in scena “Lavorare è un brutto mestiere”, l’obbiettivo era quello di vendere ad un’agenzia pubblicitaria il suo stesso spazio espositivo, mentre a New York ha aperto la “Wrong Gallery”, una vetrina dove di volta in volta viene esposto un’artista.

Per questo e per tanto altro vi cito le mie fonti: http://mauriziocattelan.altervista.org

GB.

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