Copia-Incolla intervista le ROSE

Andrea Noce e Flavio Scutti sono le ROSE, un duo elettro-pop nato a Roma che conta numerose esibizioni sparse in tutta Italia e all’estero. Vi sorprenderà la loro cura per il dettaglio e dell’immagine: non lasciano nulla al caso. Melodie e suoni che entrano in testa e difficilmente ne escono, d’improvviso vi trovate a canticchiarli mentre siete nel traffico, tra le corsie del supermercato o sotto la doccia. Sono stati avvistati qui e là, per i giardini segreti di tutto il mondo, ma nessuno può dire con certezza dove siano diretti.
Abbiamo avuto il piacere di fargli qualche domanda e con l’occasione ci hanno presentato in esclusiva un pezzo inedito live, direttamente da casa loro!
[Per ulteriori info visitate: http://www.postosegreto.com/lerose.html]

Quando nasce le Rose? Raccontateci un po’ della vostra storia: sembrano molto chiare le vostre idee sulla musica che fate e sulla vostra immagine. È una direzione che avete preso con il tempo, oppure vi siete uniti con questo preciso intento?
Quando abbiamo fondato le ROSE pensavamo a tutto meno che alla musica pop. E’ una storia, quella del nostro incontro, che ci piace raccontare. Avvenne durante una jam session in una cantina-studio di via Capo d’Africa a Roma, vicino al Colosseo, allestita da Manuel Cascone, con Antonio Giannantonio e Pierluca Zanda che insieme ad Andrea formavano i Laser Tag. Tra noi due nacque una bella sintonia musicale e l’idea di provare a suonare insieme in modo più strutturato venne spontanea. L’idea originale per il progetto era “synth music da cameretta”, con sintetizzatori e tastiere giocattolo. Ma durante le prime interminabili improvvisazioni scoprivamo di avere molto di più in comune: l’immaginario futurista, la passione per la cinematografia italiana e francese compresa tra gli anni ’50 e ’70, le sonorità pop ottanta e l’attitudine disco-dance. Invertiamo quindi la rotta e ci improvvisiamo cantanti melodici, dal momento che manifestavamo una certa abilità nello scrivere canzoni orecchiabili. In quel periodo la riscoperta degli anni ottanta non era un fatto personale, ma una corrente in cui ci siamo trovati a nuotare che era soprattutto una questione di trend non solo nella musica, ma anche nella moda, eccetera. Per la verità certe sonorità già serpeggiavano nei nostri precedenti progetti musicali (LaserTag, Nastro), ma con le ROSE definirono il loro orientamento nella ricerca del made in Italy, per intenderci quello dei grandi interpreti pop italiani del decennio ’80. Quindi possiamo dire che le ROSE ebbero sin dall’inizio un forte fondamento progettuale.

Nel video di “Monica Vitti” sconvolgete una normale tratta della metro di Roma. Rolling Stone lo ha definito un incrocio tra musical e flash mob: raccontateci l’esperienza. Nel video si vedono chiaramente le facce stupite dei passeggeri, è stato tutto improvvisato?
Il video è stato diretto da Francesco Di Giorgio ed è a lui che dobbiamo l’ideazione, l’organizzazione, la regia e la realizzazione. Abbiamo accettato di girare soprattutto perché sapevamo che sarebbe stato divertente. Ed infatti è stata un’avventura. Francesco è riuscito a coinvolgere l’intera classe di Diana Florindi della Scuola Opificio di Roma ed è a loro che dobbiamo tutto il lavoro coreografico. Siamo saliti in un ventina tra troupe, amici e ballerini, il resto dei passeggeri era all’insaputa di tutto. Immagina tutta questa gente che inizia a saltare sul vagone in corsa, con un effetto di rimpallo, tipo tagadà. Abbiamo fatto tutta la tratta per almeno 5 o 6 volte, e in un paio di ore abbiamo portato a casa il girato. Eravamo molto curiosi di vedere come avrebbe reagito la gente, e ci sarebbe piaciuto che qualcuno avesse manifestato il suo coinvolgimento unendosi alle danze, ma forse era un po’ troppo…

Da un punto di vista più tecnico, qual è la vostra strumentazione? Cosa non può mancare sul palco?
Il nostro set punta da sempre alla modernità e alla praticità. Usiamo strumenti leggeri, moderni e maneggevoli che possiamo portare in giro facilmente. Non siamo amanti dei tour on the road e all’autostrada preferiamo i binari (su cui tra l’altro abbiamo girato il nostro primo videoclip “Non Urlare”). Un Access Virus, una tastiera midi, un MicroKorg, un multitraccia Br-600 della Boss di base, oggi abbiamo implementato con Kaoss Pad, Blofeld e Nintendo ds-i. Nei nostri live abbiamo spesso fatto uso di strumenti classici, come chitarre, basso elettrico e percussioni. Diciamo che con due microfoni e il nostro multitraccia riusciamo già a metter su uno show niente male!

Che cos’è il “Postosegreto”?
Postosegreto è il nome che abbiamo scelto per la nostra agenzia di idee fantastiche da promuovere. Il nome è stato scelto per due motivi: 1)abbiamo una passione per i luoghi sconosciuti, giardini segreti, isole remote sperdute negli oceani, sistemi stellari dove potrebbe esserci vita; 2)ironizziamo un po’ su una certo trend milanese nel celare la location di un evento solo per aumentarne l’hype. I nostri posti-segreti, come puoi vedere dai video virali online, girati e lanciati per promuovere un paio di serate organizzate a Milano, sono chiese consacrate, cantine vecchia-Milano, feste a casa. Postosegreto è anche un contest e cogliamo l’occasione per invitare tutti i lettori di Copia-Incolla a partecipare inviando dei contenuti, testi, immagini, audio, video ecc che tematizzano il postosegreto (link al contest: http://www.postosegreto.com/contest.html).

Qual è la vostra opinione sullo stato della musica emergente e dell’industria musicale in Italia?
Rispondere a questa domanda oggi ci metterebbe di cattivo umore, quindi non lo faremo. Diciamo solo una cosa, a tutti, specie a coloro i quali hanno deciso di lavorare nel music business: Noi siamo qui. Vogliamo cambiare le cose e lavoriamo per raccontarvi la nostra originalità. L’Italia è un paese di artisti incredibili. Cercateli. E la crisi non farà più paura.

Comments
One Response to “Copia-Incolla intervista le ROSE”
  1. mondocineroma scrive:

    Il post è molto interessante, e sicuramente scritto in modo chiaro! Ma la questione che riporti mi pare più complessa di quello che se ne possa pensare così su due piedi, poiché ci sono interessi molteplici in gioco ed è più conveniente la strada del tacere o – meglio – del buttare fumo negli occhi! E a proposito di FUMO -> http://mondocineroma.wordpress.com/2011/09/29/fumo-tanti-morti-e-si-reclutano-i-giovani-coi-fattoni-animati/

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