Copia-Incolla interviews Fink

Ne abbiamo parlato ieri sera durante la puntata di Radio Copia-Incolla, ed il momento che stavamo tanto aspettando è finalmente arrivato: siamo lieti di presentarvi quest’oggi l’intervista a Fink, che con il tour “Perfect Darkness” farà tappa in Italia il 7 novembre a Roma e l’8 a Milano per promuovere il suo ultimo lavoro, Perfect Darkness appunto. E noi saremo sicuramente presenti! Vi consigliamo vivamente di ascoltare il suo album, ma anche i suoi lavori precedenti.


Chi sono i Fink? Raccontateci la vostra storia, il vostro approccio alla musica e i vostri modelli di riferimento.

Fink sono io Fin, Tim (batteria) e Guy (basso) – prima ero solo io, tutto solo nel mio studio con la sola compagnia delle apparecchiature elettroniche – e dopo ci siamo come trasformati in una band. È stato bello per me. Prima ero un dj, poi un produttore, poi un cantautore e ora sono in una band. All’inizio lo facevo per non annoiarmi. La maggior parte della mia “roba” è stata prodotta e distribuita da Ninja Tune Records -che mi ha seguito in ogni singolo passo- e mi piace pensare che insieme abbiamo rappresentato la musica indipendente a livello internazionale.

Come è stato passare da essere dj e produttore di musica elettronica a essere un cantautore? Quali sono stati i fattori che l’hanno reso possibile?

È stata una lunghissima transizione, non ho fatto un disco per 4 anni. Dopo Fresh Produce -il mio disco Trip Hop- ho soltanto fatto il dj e remixato per anni, amando totalmente la vita e lo stile di vita che comportava, la musica dance, i negozi di dischi e la moda. Ne ero completamente ubriaco. Quando mi sono spogliato di tutto questo, dopo la sbornia, mi sono serviti un paio d’anni per scoprire un sound che fosse mio e che non fosse trendy. La roba elettronica e la post produzione possono essere un passatempo piuttosto solitario. Può portare ad essere un po’ soli. Una delle maggiori differenze dello stare in una band è che devi dividere non solo i soldi, ma anche le esperienze. È bello. Ci si da una mano a scrivere, ti viene detto quando le tue idee non sono poi cosi buone e se prima eri capace solo a camminare dopo puoi ballare! Dieci anni fa non avrei potuto suonare o cantare una canzone.

Cosa cambia nelle sensazioni tra fare un dj set o un concerto?

A parer mio la differenza è abissale. È completamente differente. Per prima cosa in una band tu sai cosa stai per suonare, intendo, hai solo qualche album di repertorio più, in qualche caso, alcune cover. Quindi hai un numero limitato di canzoni tra cui scegliere. Questo è stato un gran sollievo per me dopo anni di serate come dj  della Ninja Tune, dove devi partire per un paese straniero senza sapere affatto cosa si aspettano da te. Sai soltanto che probabilmente saranno tutti fan di Ninja Tune. Sta tutto nel catturare l’energia delle folle, qualsiasi tipo di energia sia, e correre con essa. Con un concerto dei Fink è più una questione di dare giustizia ai nostri album dal vivo. Spoglio, profondo. Le due cose sono il bianco e il nero. Ciascuna deliziosamente estenuante.

Come è cambiato il tuo atteggiamento sul palco?

Non ho più tempo per atteggiarmi. La mia mente è divisa tra cantare, suonare, tenere il tempo, ricordarsi le parole e i cambiamenti nelle canzoni, sempre stando davanti a centinaia di persone. Penso che sia difficile a volte persino comunicare col pubblico perché la testa è già impegnata a far girare tutti i cilindri che ha a disposizione. Abbiamo un grande show di luci per il prossimo tour “Perfect Darkness Tour” e non ho ancora avuto modo di vederlo.

Come descriveresti la tua musica? Un mix di…?

Folk, indie, dub, soul e onestà.

È appena uscito il vostro ultimo album, “Perfect Darkness”. Pensi che abbia qualcosa in più rispetto a quelli precedenteìi? Lo puoi descrivere in poche parole? Possiamo considerarlo l’album della tua vocazione di cantautore?

Per noi è un passo avanti. Non si può dire se sia meglio o peggio degli altri perché sono tutti diversi per noi, anche se forse non lo sono per chi compra i nostri dischi, ma per noi ciascuno è unico e pieno di ricordi ed esperienze come se fosse un album di ricordi. Abbiamo registrato “Perfect Darkness” a Los Angeles per fuggire dall’Europa per un po’ ed essere più concentrati. In più volevamo lavorare con un produttore di altissimo livello specifico per quello che avevamo in mente, Billy Bush, e pensammo che LA potesse iniettare quel sole di cui avevamo molto bisogno nel nostro disco. Così abbiamo fatto queste cose per assicurarci che il sound fosse quello giusto. Inoltre l’abbiamo scritto tutto insieme, come band, e non come prima quando io scrivevo le canzoni e gli altri le rendevano semplicemente migliori. Questa volta è stato tutti insieme sin dall’inizio. Si è creata una dinamica molto differente in cui stavamo molto bene.

Il tour comincerà a breve. Cos’è che porti sempre con te?

Rob Kamer, il nostro “uomo coltellino-svizzero”. Ha sempre fatto tutto, è stato ovunque e può aggiustare qualsiasi cosa con un po’ di nastro adesivo e 20 minuti.  Non dovresti mai portare in tour niente che tu ti possa dimenticare, quindi di solito non portiamo niente di cui ci si possa dimenticare e viaggiamo i più leggeri possibile. Solo qualche foto nella custodia della chitarra che ti ricordino chi sei, ma oltre ai nostri strumenti non abbiamo bisogno di molto altro quando viaggiamo. Solo stanze indaffarate e birre gratuite!

Sarete in Italia a Novembre, cosa pensi dell’Italia e della musica italiana?

L’Italia è strepitosa. L’ospitalità è fantastica e il cibo e il vino sono deliziosi. Mi piacerebbe conoscerla meglio. Amiamo venire in Italia. Tutte le band non vedono l’ora di andarci!

TOUR ITALIANO:

NOV 07, 2011 CONCERT CHIESA EVANGELICA METODISTA ROME, IT
NOV 08, 2011 CONCERT SALUMERIA DELLA MUSICA MILAN, IT

http://www.ticketone.it/fink

Contatti:

Website: www.finkworld.co.uk
Myspace: www.myspace.com/finkmusic
Facebook: www.facebook.com/finkmusic
 Twitter: www.twitter.com/finkmusic

ENGLISH VERSION

Who are Fink? Tell us your story, your approach to music and your reference models.

Fink is me Fin, Tim (drums), and Guy (Bass) – it used to be just me, all alone in my studio with only electronics for company – and then we kinda morphed into a band…it’s been a beautiful time…used to be a dj, then I was a producer, then I was a singer songwriter and now i’m a band…when I grow up I want to be bored…most of my stuff has been released on Ninja Tune Records – who have really been there at every step – and together I would like to think we represented independent music on an international level…

How was the change from a DJ and producer of electronic music to a songwriter? What were the factors that have made it possible?

It was a really long transition I didn’t release a record for like 4 year…after Fresh Produce – my kinda Trip Hop record I just dj’d and dj’d and remixed and dj’d for years – totally loving the life and the lifestyle of it all…all the dance music and record shops and fashion – I really drank it in…when that kinda wore off, after the hangover, it took me a couple of years to find a sound that was me that wasn’t trendy…electronic stuff and producing can be quite a solo pursuit…can get a bit lonely – so that’s one of the best differences – you have to share the money, but you also get to share the experiences…it’s great…you get help writing, you get a firewall for some of your not so good ideas, and if you can walk you can dance as they say – ten years ago I couldn’t play or sing a single song…

Which are the different feels between a DJ set and a real concert?

From my mind the difference is total – it’s totally different – for a start as a band you know what you are going to play, I mean, you only have like a few albums worth of stuff, plus a few covers maybe, so you have a limited number of tracks to choose from – that was a blessed relief after years on the road as a Ninja Tune dj – where you would fly to a foreign destination and not know at all what they were into – you just knew that anyone in there would probably be a Ninja Tune fan…it was about capturing the crowds energy- whatever kind of energy it was, and running with it…with a Fink live show it’s more about us trying to do our albums justice live…stripped down…deep…it’s like black and white between the two experiences – each are delightfully exhausting…

How was changed your attitude on stage?

I don’t have time for an attitude anymore – my mind is split between singing, playing, keeping in time, remembering the words and the movements of the songs, being in front of hundreds of people – I find it hard to even engage with the audience sometimes because the mind is already running on all cylinders just to pull it off….we have a big light show on the latest Perfect Darkness tour – and I’ve never seen it – I never have time to look around and take it in…

How would you describe your music? A mix of …?

Folk, indy, dub, soul and honesty.

You just released your latest album, “Perfect Darkness” … do you think this has anything more than the previous? Can you describe it in few words? May we consider this, the album of your calling as a songwriter?

It is like for us a step up…you can’t say it’s better or worse than the others as they are all so different to us…maybe not to the people who buy the records…but to the band each one is so unique and covered with memories and experiences like a living scrap book…Perfect Darkness – we recorded in LA to escape Europe for a bit and really focus – plus we wanted to work with a top spec producer on this one, Billy Bush, and we thought LA would inject some sorely needed sun into our record – so we did these two thing to ensure it sounded different – plus we wrote it all as a band instead of me writing the songs and the boys making them better…this time it was all together from the start – so it’s created a very different dynamic that we’re really into…

Your tour will start very soon… What do you always bring with you?

Rob Kamer – our Swiss army knife sound guy – he’s done everything, been everywhere, and can fix anything with some tape and 20 minutes…you should never take anything on tour that you mind losing – so generally we don’t take anything on tour that we would mind losing – so we basically travel light as possible, maybe a few pictures in the guitar case to remind you of who you are – but apart from our instruments, we don’t need much when we hit the road – just busy rooms and free beers…

You will be in Italy in November… what do you think of Italy and Italian music?

Italy is amazing – the hospitality is so good and the food and wine is delicious…I would love to know more about it…we love coming to Italy….all bands always look forward to it…

Comments
2 Responses to “Copia-Incolla interviews Fink”
  1. Boston scrive:

    I’m so glad that the internet allwos free info like this!

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