Copia-Incolla Interview Submotion Orchestra

Da quanti e quali elementi è composta la Submotion Orchestra?

La Submotion Orchestra è composta da 7 elementi: Ruby Wood alla voce, Bobby Beddoe alla tromba, Taz Modi alle tastiere, Chris ‘Fatty’ Hargreaves al basso, Tommy Evans alla batteria, Danny Templeman alle percussioni e Dom Ruckspin agli effetti.

Dove e quando vi siete conosciuti? Come nasce il vostro progetto?

Ci siamo conosciuti tutti a Leeds, dove la maggior parte di noi vive. Il progetto nasce grazie all’idea di eseguire alcune performance dubstep dal vivo a York Minster, una delle più grandi cattedrali del Regno Unito. Dom, Tommy e Fatty erano stati estremamente coinvolti nel progetto, che cominciarono a pensare a qualcosa di più grande ed impegnativo, dove la pesantezza delle basse frequenze della dubstep poteva convivere con i più svariati strumenti, decidendo di esibirsi in vari posti. Tutti noi membri del gruppo abbiamo differenti background musicali, quindi iniziammo a trovare uno stile musicale che potesse includerli tutti, qualcosa che andasse dalla dubstep ad altre forme di musica come il jazz, il soul, influenze classiche and so on…

Come le idee di così tanti musicisti possono convivere? Potete descriverci una tipica sessione in studio di registrazione?

E’ abbastanza complicato accontentare i punti di vista di tutti, ma sapevamo dove volevamo arrivare e alla fine il suono del gruppo si è evoluto naturalmente. Noi generalmente lavoriamo in due modi. Qualcuno, il più delle volte Tommy, porta un pezzo o comunque nuove idee al gruppo, che inizia a lavorarci su, cercando di trovare il groove giusto. Solitamente i pezzi finiscono con l’avere una struttura totalmente diversa da quella originale, ma questo fa parte del divertimento. Altre volte invece cominciamo ad improvvisare tutti insieme e poi cerchiamo di rielaborare quello che abbiamo suonato in qualcosa di utilizzabile. Ed è proprio in questo modo che abbiamo iniziato ad esibirci, improvvisando.

In che tipi di location vi esibite? Quali preferite? Qual’è il vostro approccio con il pubblico durante i concerti?

Abbiamo suonato in tutti i tipi di location, davanti ad una folla da festival, ai più piccoli bar di Leeds davanti a 20 persone. Ci sono sempre piaciuti di più i concerti più intimi, perché ti permettono di arrivare molto vicino al pubblico, anche se il caos dei concerti nelle grandi piazze non può essere eguagliato. A dire il vero basta che riusciamo a trovare il giusto feeling sul palco e possiamo suonare allo stesso modo sia davanti a 5 persone, sia davanti a 5 milioni. Cerchiamo sempre di parlare poco con il pubblico, sperando che la nostra musica arrivi a loro e parli per noi.

A noi è piaciuto molto il vostro album di debutto “Finest Hour”. Quanto ci è voluto per farlo? Quali sono state le più grandi difficoltà? E le maggiori soddisfazioni?

Grazie mille, siamo contenti che vi piaccia. Ci è voluto un bel po, probabilmente dall’inizio alla fine ci sono voluti circa sei mesi. Questo perché non volevamo affrettarci a pubblicare qualcosa che non fosse totalmente pronto, e alcune cose hanno impiegato diverso tempo prima di essere complete. Anche in questo caso si torna al discorso di essere sette persone ognuna con pensieri diversi, e quindi c’è voluto un del tempo per abituarsi a compromessi e lasciar andare alcune cose per un bene comune e più grande. Ad ogni modo Dom, che ha prodotto l’album, ci ha fatto sentire le sue scelte sempre molto azzeccate.

Abbiamo sentito e apprezzato il remix di Jack Sparrow sulla vostra traccia “All Yours”. Cosa pensate di lui e del suo remix?

Jack è un musicista fantastico, senza dubbio uno degli artisti più interessanti nel suo campo. E’ stato un piacere ascoltare quello che ha fatto con la traccia e pensiamo che il suo remix parli da se.

Quando avremo l’opportunità di sentirvi nuovamente in Italia?

La data al Jazz Re:Found Festival di Vercelli è stata la nostra data estiva preferita. Ci è piaciuto tutto, sopratutto il cibo! Torneremo in Italia altre volte in altri posti. Stiamo lavorando a qualcosa al momento, so watch this space. Grazie…

Contatti:

www.submotion.co.uk

www.myspace.com/submotionorchestra

www.facebook.com/submotionorchestra

English Version:

How many members make the Submotion Orchestra?

The members are Roby Wood on vocals, Bobby Beddoe on trumpet, Taz Modi on keyboards, Chris “Fatty” Hargreaves on percussion and Dom Ruckspin on fx.

Where and when did you meet? How Born your project?

We all met in Leeds, which is where most of us still live. The project came out of a commission to perform some live dubstep at York Minster, on of the greatest cathedrals in the UK. Dom, Tommy and Fatty were centrally involved in that, and it got thinking about a full live dubstep project, where the reedom of the instrumentation could mix with the heaviness of the bass and start to take it to some different palces. Between the members of the band, we’re into a lot of different styles of music, and have played a lot of styles too, so we started to find an interesting place between dubstep and other forms of music like jazz, soul, certain classical influences, and so on.

How the ideas of so many musicians can live together? Can you describe a typical studio session of the band?

It’s pretty hard to accommodate everyone’s point of view, especially since there’s some pretty opinionated people in the band, but we’ve managed to just about make it work, and since the sound of the group evolved quite naturally, we all knew that we were aiming for. We work in two ways, generally. Someone, often Tommy, will bring a piece or ideas for a piece to the band, which we’ll start working on, trying to find the right groove, the right structure. It will often end up pretty differently to how it was originally sounding, but that’s part of the fun. We also improvise collectively quite a lot, and then rework what we’ve played into something useable. We started off doing a lot of improvised gigs, which is were our sound really crystallised, so we’ve used to working like that.

What kind of location do you perform at? And what are you perform at? And what are your favourite kind? Which is your approach with the audience in your concerts?

We’ve played all sorts of places – from festival crowds of 5000+ to little bars in Leeds in front of 20 people. We’ve always enjoyed the smaller, more intimate gigs, since it gives us a chance to get really close to the audience, but then there’s a buzz from playing larger stages and outdoors that can’t be matched. To be hones, we just get into the playing, so if we’re feeling it and it’s happening onstage, we’ll be playing the same way whether it’s for five people or five million. We’ll try not to be too gimmicky with the crowd, or even talk to them that much; we hope that the songs, and the presentation we give them through playing live, will do most of the talking for us.

We really like your debut album “Finest Hour”. How many time to make it? What were the main difficulties? And the main satisfactions?

Thanks a lot, glad you like it. It took awhile – probably from start to finish around 6 months in total. But of course we didn’t want to rush things before they were ready, and some things naturally took a little while to come together. Again, you come back to the problem of having seven opinionated people al thinking slightly different things, so it took a little while for us alla to get used to compromising, and letting some things slide for greater good. But Dom, who produced the record, really came into his own doing it, and invariably the choices he made felt like the right ones.

We listened and liked the Jack Sparrow’s remix of your track “All Yours”. What do you thing about him and his remix?

Jack is a fantastic musician, who is without doubt one of the most exciting performers in his field. It was a pleasure to hear what he did with the track. We think the response it got speaks for itself.

When we’ll have the opportunity to listen you again in Italy?

The Jazz Re:Found gig in Vercelli was our favorite gig of the summer, we loved absolutely everything about it, especially the food. We’ll come back to Italy anytime, any place – we’re working on something at the moment, so watch this place. Grazie…

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