Copia-Incolla interviews High Places

Vi presentiamo oggi l’intervista ad un duo veramente molto interessante, musicalmente parlando e non: HIGH PLACES! Buona lettura😉

Chi sono High Places? Perché questo nome?
Mary: High Places sono Rob Barber ed io, Mary Pearson. Il nome si adatta perfettamente alla nostra estetica.  Ci piacciono tutte le connotazioni di questo nome.

Rob: In origine eravamo letteralmente interessati all’idea di scalare le cose più alte che abbiamo trovato, montagne, colline, ponti ecc … Io personalmente amo la sensazione di essere in grado di guardare lontano verso l’orizzonte, soprattutto quando ho bisogno di tempo per pensare o mi sento triste o ansioso.

Come vi siete conosciuti?
Mary: Siamo stati presentati dal nostro amico Beau Velasco, uno dei membri fondatori del Death Set. Rob e io siamo diventati immediatamente amici  molto stretti anche se abbiamo vissuto in diversi stati.

Rob: Siamo stati  (e siamo tuttora) molto diversi. Onestamente non so spiegare perché, ma siamo veramente solo ottimi amici. Quando ci siamo incontrati, abbiamo vissuto lontani, ma continuavamo a parlare al telefono! Ogni giorno! Fino a quando Maria si trasferì a New York.

Ho letto che non utilizzate laptop. Che cosa usate per fare la vostra musica?
Mary: Beh, noi utilizzano i computer solo per la registrazione! Ma non abbiamo laptop sul palco. Ci piacciono alcuni aspetti della musica elettronica, ma noi preferiamo fare e gustare i nostri suoni in acustico con qualunque strumento o oggetto che troviamo in giro.

Rob: Ultimamente ho provato ad utilizzare effetti elettronici semplici e poco costosi sopra suoni acustici. Sono davvero entusiasta dell’ auto-wah, dei filtri low-bass e del ring-modulation . Utilizziamo sempre il delay ed il riverbero!

Da dove viene il vostro suono?
Mary: Rob e io abbiamo molti punti di riferimento in comune, musicali e non. Siamo sempre stati eccitati dai suoni nascono quando le nostre due idee si incontrano.

Rob: Credo che abbiamo il miglior dialogo musicale quando rispondiamo ai rispettivi ritmi. Per esempio, se uno di noi dà l’altro un beat semplice, poi l’altra persona aggiunge una seconda battuta in più. Siamo davvero in sintonia nelle nostre idee. Penso che ciò renda la nostra musica più unica. Perché mentre la canzone è in corso, non abbiamo alcuna idea di come sarà il suono quando sarà conclusa.

Come considerate la vostra musica?
Mary: Penso che siamo abbastanza dance. Ma c’è anche un sacco di atmosfera nella nostra musica.

Rob: Ci sono sicuramente in tutti i diversi tipi di musica dance, ma spesso il nostro mix di influenze arriva a un livello in cui non siamo più sicuri di dare un genere alle nostre creazioni. Noi tendiamo a evitare di lavorare a generi specifici.

Avete  registrato davvero l’album “High Places” a casa? E lo avete registrato da soli?
Maria: Sì, abbiamo sempre registrato noi stessi la nostra musica. Siamo “control freaks“!
Rob: Non saprei come registrare la nostra musica in uno studio adeguato con una terza persona assiame a noi. I nostri metodi sono molto sperimentali e strani.

C’è qualche artista che ha influenzato il modo di fare la vostra musica?
Maria: No io non penso. Mi piace l’idea di lavorare con quello che ho, e non troppo a pensare come affrontare il processo creativo. L’atto di fare è la cosa più importante.

Rob: io tendo ad essere ispirato invece di essere influenzato da altri artisti. Voglio dire che io amo l’etica del lavoro di alcuni artisti e il loro modo di pensare.  Sono davvero ispirato da quegli artisti che sono estremamente prolifici e producono un sacco di lavoro di tipo diverso: audio, video, performance, questo si, per me è molto stimolante.

Entrambi avete progetti indipendenti  al di fuori High Places. E ‘stato importante per voi fare musica al di fuori della band? come e quanto ha  influenzato il sound della band?
Maria: I nostri progetti da solista erano già esistenti prima di iniziare High Places, quindi li  abbiamo sempre visti come una cosa naturale per proseguire questi progetti. Io tendo a trascurare il mio progetto solista più di Rob però.

Rob: Ho appena creato dei beats molto “crudi e forti” che mi piacciono un sacco per suonarli in giro nei miei live.  Quando suono da solo suono veramente forte e vedo la gente davanti a me che balla! High Places è più controllato e preciso. Dedico molto più tempo a High Places. Ma ho un sacco di idee per il mio progetto solitsta, ma che uso anche con High Places. E ‘come se avessi un album da disegno.

Avete un altro lavoro quotidiano?

Mary: Siamo abbastanza fortunati da essere in grado di dedicare tutta la nostra attenzione a High Places in Questo periodo. Avevamo un lavoro quotidiano fino a pochi anni fa però.
Rob: Viviamo della nostra musica, ma se qualcuno desidera acquistare i miei reni o del sangue, potrei usare i soldi per il mio affitto ad agosto!

Come vedede High Places nei prossimi? Alcuni progetti futuri?
Mary: Avremo pubblicato molti album! Speriamo di continuare a esplorare nuove idee e nuovi modi di trasmetterle.

Rob: Speriamo di crescere e continuare a lavorare in un modo  interessante per entrambi. Non voglio ripetere le stesse idee.

Quando verrete a suonare in Italia? =)
Mary: Annunceremo i nostri show presto! Saremo lì prima della fine dell’anno.

Contatti:

English Verison:
Who are High Places? Why this name?
Mary: High Places is Rob Barber and me, Mary Pearson. The name just really suits our aesthetic. We like all connotations of it.
Rob: Originally we were literally interested in the idea of climbing up on to the  highest things we could find, mountains, hills, bridges etc… I personally love that feeling of being able to look out far to the horizon, especially when I need time to thing, or am feeling sad or anxious. Making the worked seem smaller is important sometimes.
How did you met each other?
Mary: We were introduced by our friend Beau Velasco, a founding member of the Death Set. Rob and I were instantly close friends even though we lived in different states.
Rob: We were (and still are) very different. I honestly can’t explain why, but we are just really good friends.  When we met, we lived far apart, but just kept talking on the phone! Every day! Until Mary moved to NYC.
I read you guys you don’t use laptops. What do you use to make your music?
Mary: Well, we do use computers for recording! But we don’t have laptops onstage. We like aspects of electronic music, but we prefer to make and sample our own acoustic sounds using any instrument or object we find lying around.
Rob: Lately I have been into using simple and inexpensive electronic effects on top of the initial acoustic sounds. I am really excited by auto-wah, low-pass filters, and ring-modulation. We also have always been into delay (echo) and reverb! 
Where your sound come from?
Mary: Rob and I have so many musical and non-musical reference points. We have always been excited by the sounds that are made when our two ideas come together.
Rob: I think we have the best musical dialog when we respond to each other’s rhythms. For example, if one person gives the other a simple beat or rhythm,  then the other person adds a second beat on top of that. We are really into layering our different ideas. I think that makes the music more unique. Because while the song is in process, we do not have any idea how it will sound when we are finished.
How do you consider your own music?
Mary: I think we are pretty dance-y. But there’s a lot of ambience in our music too.
Rob: We are definitely into all different types of dance music, but we often mix our influences to a level where we aren’t sure what to call the new creation. We tend to avoid working in specific genres.
Did you really record the album “High Places” at home? Did you record it by yourself?
Mary: Yes, we’ve always recorded our music ourselves. We are control freaks!
Rob: I would not know how to make our music in a proper studio with a third person recording us. Our methods are very experimental and strange. We would make the recording engineer lose his mind!
Is there any artist that has influenced the way to make your music?
Mary: I don’t think so. I like the idea of working with what you have, and not over-thinking how to approach the creative process. The act of doing is the most important thing.
Rob: I tend to be more inspired by, as opposed to being influenced by other artists. I mean that i love certain artists work ethic, or the way they think about their own work. I am really inspired by artists that are extremely prolific and produce a lot of different types of work. Audio, visual, performance, it is all inspiring to me.
You both have independent projects you work on outside High Places. Has it been important to you to other music outside the band? how as it affected the band’s sound?
Mary: Our solo projects were in existence before we started High Places, so we’ve always seen it as a natural thing to continue those projects. I tend to neglect my solo project more than Rob though.
Rob: I just enjoy making a lot of really loose and raw beats, and then taking them out into the live venue and just throw the pieces around. Play it really loud, and see if people move. High Places is more controlled and accurate. Much more time goes into High Places. But i get a lot of ideas working by myself, that I use in High Places. It is like my sketchbook. 
Do you have day jobs? 
Mary: We are pretty lucky to be able to devote our full attention to High Places these days. We had day jobs up until a few years ago though.
Rob: We do live off our music, but if anybody would like to purchase my kidneys or blood, I could use some money for my August rent.
How do you see High Places in a few years? Some future projects?
Mary: We will have many more albums out! Hopefully we will be continuing to explore new ideas and new ways of conveying them.
Rob: Hopefully we will grow and continue to work in a way that is interesting for us both. I don’t want to repeat ourselves.
When you come back to play in italy? =)
Mary: We will be announcing some shows soon!! We’ll be there before the end of the year.

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