R.I.P. Gil Scott-Heron, padre del rap e dello "spoken words"

Gil Scott-Heron, considerato il «padrino del rap», è morto a New York. Aveva 62 anni. Nato a Chicago il 1 aprile 1949, afroamericano cresciuto prima nel Tennessee e poi nel Bronx, musicista e poeta, era diventato famoso negli Anni Sessanta e Settanta con i suoi versi pungenti a sostegno della causa dei neri d’America. La sua canzone più famosa, scritta nel 1974, aveva il titolo emblematico “The Revolution will not be televised”, una canzone politicamente raffinata che esaminava la condizione dei neri nell’America contemporanea. La canzone venne bandita da alcune stazioni radio.
Scott-Heron definiva «bluesology» il suo stile particolare di recitazione di versi sul palco ritmato da un accompagnamento minimalista di percussioni. Per l’artista questa era «black music» o anche «black American music». Gran parte delle creazioni musicali di Scott-Heron hanno riflettuto la sua lunga battaglia personale contro la dipendenza dall’alcol e dalla droga. Scott-Heron aveva cominciato la sua attività artistica negli Anni ’60.

Alla metà degli Anni ’70 aveva già pubblicato due libri di poesia e inciso quattro album discografici compreso Small Talk At 125th & Lenox. I suoi primi dischi, come Pieced of a Man e Winter in America, hanno influenzato il genere musicale hip hop, ma era stata la canzone The Revolution will not be televised a porre Scott-Heron sulla mappa musicale americana.

L’artista ha comunque sempre respinto il suo appellativo di «Padrino del Rap» anche se appare evidente la sua influenza sul genere musicale. Dopo un intervallo artistico di 13 anni Scott-Heron ha pubblicato l’anno scorso un nuovo album intitolato I’m New Here. In una intervista nel 2008 alla rivista New York ha rivelato di avere contratto il virus dell’Aids, dopo anni di lotta contro la droga e l’alcol. Nel 2001 e nel 2007 era finito in prigione per reati collegati all’uso di droga.

Nonostante la parentesi di nuove incisioni ha continuato ad andare in tour con la sua musica e le sue parole che hanno ispirato e continueranno a ispirare intere generazioni di musicisti. Durante le sua carriera musicale ha affrontato i problemi politici della sua era, dall’apartheid in Sudafrica alle armi nucleari

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